Come ottenere la cittadinanza italiana nel 2026

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La cittadinanza italiana è uno degli status giuridici più ambiti al mondo: garantisce il diritto di voto, la libera circolazione in tutti i Paesi dell'Unione Europea, l'accesso senza limitazioni al mercato del lavoro italiano e la possibilità di trasmettere il passaporto ai propri figli. Nel 2026 il tema è più caldo che mai: una riforma legislativa del 2025 ha ridisegnato profondamente le regole per chi vuole ottenerla per discendenza, mentre per la via della naturalizzazione i tempi restano lunghi ma ben definiti. Questa guida raccoglie le regole aggiornate, i passaggi pratici e gli errori da non commettere.

Le tre vie principali per ottenere la cittadinanza italiana

La materia è disciplinata dalla Legge n. 91/1992 e dalle sue modifiche, compresa la recente Legge n. 74/2025 che ha introdotto nuove regole sulla trasmissione della cittadinanza per discendenza. Esistono tre percorsi principali:

1. Cittadinanza per naturalizzazione: i requisiti 2026

Per la via della naturalizzazione il requisito fondamentale è la residenza legale e continuativa in Italia. La durata varia in base alla nazionalità di origine e ad altre condizioni personali:

La residenza non deve avere "buchi": anche una singola cancellazione anagrafica può compromettere l'intera pratica. Oltre al requisito temporale, è necessario dimostrare un reddito minimo di 8.263,31 euro annui (con maggiorazioni per i familiari a carico), l'assenza di condanne penali definitive e una conoscenza della lingua italiana pari almeno al livello B1 del QCER, certificata da un ente riconosciuto dal Ministero dell'Istruzione e dal Ministero dell'Interno. Esistono però specifiche ipotesi di esonero dal test linguistico, tra cui il possesso del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo.

2. Cittadinanza per matrimonio o unione civile

Il coniuge straniero di un cittadino italiano può presentare domanda dopo 2 anni di residenza legale in Italia dalla data del matrimonio, oppure dopo 3 anni se risiede all'estero. I termini si dimezzano in presenza di figli nati o adottati dalla coppia. Anche per questa via sono richiesti il reddito minimo, l'assenza di precedenti penali e la certificazione B1 di italiano.

3. Cittadinanza per discendenza (iure sanguinis): le novità del 2025-2026

È la via che ha subito il cambiamento più radicale. La cittadinanza italiana per discendenza non è stata abolita, ma è stata profondamente riformata dalla Legge n. 74/2025. Prima della riforma, era sufficiente provare una linea genealogica ininterrotta da un antenato italiano, anche di generazioni lontane, senza alcun limite. Oggi il sistema è diventato molto più selettivo.

Il riconoscimento automatico è ora limitato alle prime due generazioni nate all'estero. Per le generazioni successive sono necessari requisiti aggiuntivi, come la dimostrazione di un legame effettivo con l'Italia e la conoscenza della lingua. In particolare, chi è nato all'estero e possiede già un'altra cittadinanza non può più vantare lo iure sanguinis in modo automatico: deve rientrare in una delle condizioni specificamente previste dalla legge.

A confermare la solidità di questa riforma è arrivata la Sentenza n. 63 del 30 aprile 2026 della Corte Costituzionale, che ha esaminato le nuove disposizioni su istanza del Tribunale di Torino e ha respinto le principali contestazioni di incostituzionalità, lasciando il nuovo sistema pienamente in vigore. Chi ha già ottenuto il riconoscimento formale della cittadinanza prima del 27 marzo 2025 mantiene la propria posizione acquisita.

Per approfondire il proprio caso specifico si consiglia di consultare il sito ufficiale del Consolato italiano di competenza.

Come presentare la domanda: il Portale ALI passo dopo passo

Sia per la cittadinanza per matrimonio sia per quella per naturalizzazione, la domanda si presenta esclusivamente online tramite il Portale ALI del Ministero dell'Interno, accessibile all'indirizzo portaleservizi.dlci.interno.it. Per accedere è indispensabile avere uno SPID o una CIE (Carta d'Identità Elettronica).

  1. Accedi al Portale ALI con le tue credenziali SPID o CIE. Se non hai ancora lo SPID, puoi richiederlo presso uno degli identity provider autorizzati (Poste Italiane, Aruba, InfoCert, Tim, Namirial e altri).
  2. Seleziona il modulo corretto: dopo aver effettuato l'accesso, vai su "Gestione domanda" e scegli il modello adatto alla tua situazione (residenza, matrimonio, ecc.).
  3. Compila il questionario: il portale richiede l'autocertificazione di dati anagrafici, residenza, stato di famiglia e reddito. È obbligatorio compilare anche un questionario sulla vita personale, familiare e lavorativa, composto da 20 domande, rispondendo con precisione e senza errori grammaticali.
  4. Carica i documenti in formato PDF, assicurandoti che siano leggibili e che rispettino i limiti di dimensione previsti dal portale. Ogni pagina di ogni documento deve essere scansionata per intero.
  5. Paga il contributo: il costo è di 250 euro (versamento online) più una marca da bollo da 16 euro. Nota: per la sola dichiarazione di cittadinanza per beneficio di legge (figli minorenni), dal 1° gennaio 2026 il contributo di 250 euro è stato eliminato.
  6. Monitora la pratica: dopo l'invio, puoi controllare l'avanzamento tramite il numero di pratica K10/… Monitora anche la tua PEC e l'app IO per eventuali comunicazioni della Prefettura.
  7. Presenta i documenti originali: una volta ricevuta la convocazione, dovrai recarti fisicamente alla Prefettura (o al Consolato se residente all'estero) per presentare gli originali.
  8. Presta il giuramento: è l'ultimo atto formale per acquisire la cittadinanza. Dopo il giuramento ricorda di richiedere il passaporto italiano e di procedere alla trascrizione degli atti di stato civile.

Documenti necessari: cosa preparare

La lista varia in base al tipo di domanda, ma in linea generale occorrono:

I documenti esteri vanno tradotti da un traduttore ufficiale e legalizzati presso il Consolato italiano nel Paese d'origine; se il Paese aderisce alla Convenzione dell'Aia, è sufficiente l'apostille. Tutti i file devono essere caricati in formato PDF sul Portale ALI.

I 5 errori più comuni da evitare

Secondo gli operatori del settore, quasi 7 pratiche su 10 presentate autonomamente contengono errori che provocano rigetti o ritardi anche di 6-12 mesi. Ecco le trappole più frequenti:

  1. Documentazione incompleta o incoerente: presentare documenti che non corrispondono tra loro è l'errore più diffuso e sottovalutato. Controlla che tutti i dati anagrafici siano identici su ogni documento.
  2. Residenza non continua o non documentata: anche un solo "buco" nell'iscrizione anagrafica può bloccare la pratica. Verifica la tua storia anagrafica prima di inviare la domanda, e comunica sempre alla Prefettura eventuali cambi di Comune di residenza.
  3. Documenti scaduti: il certificato penale ha validità di 6 mesi. Raccogli la documentazione poco prima dell'invio, non mesi prima.
  4. Situazione penale non verificata: lo Stato italiano valuta non solo le condanne definitive, ma anche procedimenti penali pendenti, denunce e altri elementi di condotta. Presentare la domanda senza conoscere bene la propria situazione può essere un errore grave.
  5. Mancata risposta alla Prefettura: se arriva un preavviso di rigetto (cosiddetto "10-bis"), è fondamentale rispondere nei termini indicati con osservazioni e documenti mirati. Ignorarlo equivale a un diniego definitivo.

Quanto tempo ci vuole?

I tempi di attesa per la risposta alla domanda di naturalizzazione o per matrimonio si attestano mediamente sui 24 mesi dalla presentazione della domanda completa, anche se il termine massimo previsto dalla legge è di 36 mesi. Per velocizzare la pratica è utile monitorare frequentemente il portale e rispondere con prontezza a qualsiasi richiesta dell'amministrazione.

Per ulteriori informazioni ufficiali e aggiornamenti normativi, si consiglia di consultare la sezione dedicata del sito del Ministero dell'Interno.

Domande frequenti

Qual è il requisito minimo di residenza per ottenere la cittadinanza italiana per naturalizzazione?

Per i cittadini extracomunitari il requisito ordinario è di 10 anni di residenza legale e continuativa in Italia. Il termine scende a 4 anni per i cittadini UE, a 5 anni per rifugiati e apolidi, e a 3 anni per gli ascendenti in linea retta di cittadini italiani e per gli stranieri nati in Italia che non abbiano potuto ottenere la cittadinanza alla maggiore età.

Lo iure sanguinis esiste ancora nel 2026?

Sì, ma è stato profondamente riformato dalla Legge n. 74/2025. Il riconoscimento automatico è ora limitato alle prime due generazioni nate all'estero. Per le generazioni successive sono richiesti requisiti aggiuntivi come un legame effettivo con l'Italia e la conoscenza della lingua italiana. La Corte Costituzionale, con la sentenza n. 63 del 30 aprile 2026, ha confermato la legittimità di questa riforma.

Dove si presenta la domanda di cittadinanza italiana?

La domanda per matrimonio e naturalizzazione si presenta esclusivamente online sul Portale ALI del Ministero dell'Interno (portaleservizi.dlci.interno.it), utilizzando le credenziali SPID o CIE. Chi risiede all'estero deve rivolgersi al Consolato italiano di competenza.

Quanto costa fare domanda di cittadinanza italiana?

Il costo ordinario è di 250 euro di contributo (pagabile online) più una marca da bollo da 16 euro. Dal 1° gennaio 2026, la dichiarazione di cittadinanza per beneficio di legge riguardante i figli minorenni non è più soggetta al contributo di 250 euro.

Fonti