Come si fa lo Spritz perfetto: ricetta e segreti

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A bottle of aperol and a glass of aperol spritz
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Arancione, frizzante e inconfondibile: lo Spritz è tornato protagonista delle ricerche online nell'estate 2026, segno che questo cocktail veneto non smette mai di conquistare nuovi appassionati. Che tu voglia replicarlo per un aperitivo con gli amici o semplicemente capire come farlo bene come al bar, la buona notizia è che la ricetta è semplice — a patto di conoscere le proporzioni giuste e qualche trucco da bartender.

Le origini dello Spritz: una storia lunga due secoli

La storia dello Spritz comincia molto prima dell'Aperol. Nel XIX secolo, durante il periodo in cui il Veneto si trovava sotto il controllo dell'Impero Austriaco, i soldati asburgici di stanza nel Triveneto presero l'abitudine di allungare i vini locali con un po' d'acqua frizzante: per loro erano troppo alcolici. Da quel gesto nacque il nome stesso del drink, derivato dal verbo tedesco spritzen, che significa proprio "spruzzare".

La versione moderna, però, è figlia del Novecento. A partire dagli anni Venti, nel cocktail fece la sua comparsa il bitter, che differenziò le varie versioni regionali: a Venezia si affermò il Select (un bitter a base di trenta erbe aromatiche), mentre a Padova prese piede l'Aperol, nato nel 1919 dai fratelli Barbieri proprio a Bassano del Grappa. La variante con l'Aperol è oggi la più celebre al mondo ed è l'unica riconosciuta ufficialmente dall'International Bartenders Association (IBA) come cocktail ufficiale.

Ingredienti per uno Spritz perfetto

Per un calice (dose singola) ti servono:

Questa è la celebre regola del 3-2-1, raccomandata sia da Aperol stessa sia dall'IBA: le tre proporzioni garantiscono il giusto equilibrio tra le bollicine del Prosecco, la dolcezza amara dell'Aperol e la freschezza della soda.

Sul Prosecco non lesinare in qualità: scegli una bottiglia brut o extra dry, con buona acidità. Un Prosecco troppo dolce o di scarsa qualità rischia di coprire il carattere del bitter e rendere il drink stucchevole.

Come si fa lo Spritz: la preparazione passo dopo passo

  1. Prepara il bicchiere. Il calice ideale è un ampio bicchiere da vino a ballon oppure un classico tumbler basso "old fashioned". Riempilo generosamente di ghiaccio a cubetti: il freddo è fondamentale per mantenere il cocktail alla giusta temperatura e preservare le bollicine.
  2. Versa il Prosecco. Avvicina il collo della bottiglia al bordo del bicchiere e versa lentamente i 90 ml di Prosecco, cercando di non creare troppa schiuma. Il Prosecco va sempre per primo: in questo modo il ghiaccio lo raffredda subito e conserva meglio l'effervescenza.
  3. Aggiungi l'Aperol. Versa i 60 ml di Aperol sopra il Prosecco. Essendo più denso e pesante, scenderà da solo verso il fondo mescolandosi quasi spontaneamente — così non dovrai girare troppo con il cucchiaio e non sgaserai il drink.
  4. Completa con la soda. Aggiungi un bello spruzzo di acqua frizzante o seltz (circa 30 ml). Se non hai la soda con il sifone, va bene anche l'acqua minerale frizzante: il risultato sarà leggermente meno "vivo" ma comunque ottimo.
  5. Mescola delicatamente. Con un cucchiaino da cocktail fai un unico movimento lento dal basso verso l'alto — come se volessi sollevare il ghiaccio — senza agitare. L'obiettivo è amalgamare gli strati senza disperdere le bollicine.
  6. Guarnisci e servi subito. Prima di adagiare la fettina di arancia nel bicchiere, strofina leggermente la polpa sul bordo del calice per sprigionare gli oli essenziali. Servi immediatamente: lo Spritz perde la sua vivacità in pochi minuti.

Il bicchiere giusto

Il calice da vino con gambo largo o il bicchiere a ballon sono la scelta migliore: la forma ampia permette a ghiaccio, bollicine e fetta di arancia di mescolarsi armoniosamente, esaltando i profumi. Il gambo, poi, permette di tenere il bicchiere senza scaldarlo con il palmo della mano. In alternativa, anche il classico tumbler basso funziona bene e si rompe meno facilmente.

Gli errori più comuni (e come evitarli)

Le varianti dello Spritz da provare

L'Aperol Spritz è la versione più famosa al mondo, ma non è l'unica. Ecco le principali alternative:

Per approfondire la storia e le varianti regionali, puoi consultare la guida di Geopop sullo Spritz oppure le indicazioni ufficiali del Consorzio di Tutela del Prosecco DOC.

Cosa abbinare allo Spritz

L'aperitivo all'italiana non è completo senza qualche stuzzichino. Lo Spritz si sposa perfettamente con olive marinate, bruschette croccanti, formaggi stagionati e cicchetti veneziani — i piccoli bocconi tipici dei bacari lagunari. La leggera amarezza del bitter bilancia la sapidità dei salumi e la grassezza dei formaggi, rendendo ogni sorso ancora più appagante.

Domande frequenti

Quali sono le proporzioni ufficiali dell'Aperol Spritz?

La ricetta ufficiale riconosciuta dall'IBA (International Bartenders Association) segue la regola del 3-2-1: 3 parti di Prosecco (90 ml), 2 parti di Aperol (60 ml) e 1 parte di soda (30 ml), il tutto su abbondante ghiaccio con una fettina d'arancia.

Posso preparare lo Spritz in anticipo per più persone?

No: lo Spritz va preparato e servito subito, bicchiere per bicchiere. Le bollicine si disperdono rapidamente e il ghiaccio diluisce il cocktail. Il trucco è tenere Prosecco e Aperol in frigorifero ben freddi, così ci vorranno solo 30 secondi per assemblare ogni calice al momento.

Quale Prosecco usare per lo Spritz?

È consigliabile scegliere un Prosecco DOC brut o extra dry, con buona acidità. Evita le bottiglie troppo dolci o di scarsa qualità: non reggono il confronto con il bitter e rendono il drink stucchevole.

Qual è la differenza tra Aperol Spritz, Campari Spritz e Hugo Spritz?

L'Aperol Spritz è la variante più dolce e amabile, con il suo caratteristico colore arancione brillante. Il Campari Spritz usa il Campari al posto dell'Aperol: è più secco, più amaro e di colore rosso. L'Hugo Spritz, nato in Alto Adige nel 2005, sostituisce il bitter con sciroppo di fiori di sambuco e menta, risultando la versione più dolce e floreale delle tre.

Fonti