Come fare la NASpI 2026: guida pratica passo per passo

Perdere il lavoro è già di per sé uno choc: l'ultima cosa che si vorrebbe è anche perdere giorni preziosi di indennità per una domanda presentata in ritardo o compilata male. Eppure accade spesso. La NASpI — la Nuova Assicurazione Sociale per l'Impiego gestita dall'INPS — è il principale strumento di sostegno al reddito per chi rimane senza impiego, e nel 2026 ha subìto importanti aggiornamenti normativi introdotti dalla Legge di Bilancio. Questa guida spiega passo per passo come richiedere la NASpI, quanto spetta e quali obblighi bisogna rispettare per non perderla.
Che cos'è la NASpI e chi ne ha diritto
La NASpI è l'indennità mensile di disoccupazione erogata dall'INPS ai lavoratori dipendenti che perdono involontariamente il lavoro. Ha diritto all'indennità chi è stato licenziato (anche per giusta causa), chi ha visto scadere un contratto a termine, chi si è dimesso per giusta causa — ad esempio per mancato pagamento dello stipendio, molestie o demansionamento illegittimo — e chi ha risolto consensualmente il rapporto in sede protetta (conciliazione sindacale o Ispettorato del Lavoro). Sono invece escluse le dimissioni volontarie ordinarie.
Tra le categorie ammesse rientrano anche docenti precari e personale ATA del comparto scuola con contratti a termine scaduti naturalmente, mentre i docenti di ruolo non hanno diritto alla prestazione perché non si trovano in stato di disoccupazione involontaria.
I requisiti per la NASpI 2026
Per accedere alla NASpI 2026 occorre soddisfare tre condizioni:
- Stato di disoccupazione involontaria: la cessazione del rapporto non deve dipendere dalla volontà del lavoratore (o deve rientrare nei casi di giusta causa).
- Contribuzione minima: almeno 13 settimane di contributi versati contro la disoccupazione nei quattro anni precedenti la cessazione. Non è richiesta continuità in un unico rapporto: conta la contribuzione complessiva maturata anche in più impieghi distinti.
- Dichiarazione di Immediata Disponibilità (DID): il lavoratore deve dichiarare la propria disponibilità a lavorare. Buona notizia: con la presentazione della domanda online la DID viene rilasciata automaticamente, senza dover fare un passaggio separato.
Attenzione alla regola del 2025 confermata per il 2026: chi ha già usufruito della NASpI e, dopo un nuovo impiego, perde di nuovo il lavoro, deve poter contare su almeno 13 settimane di contributi anche nel rapporto appena cessato, in aggiunta al requisito generale del quadriennio. Questa norma serve a contrastare i cosiddetti "licenziamenti lampo" strumentali.
Quanto spetta: importo e calcolo
Nel 2026, a seguito della rivalutazione ISTAT (+1,4%) stabilita dalla Circolare INPS n. 4 del 28 gennaio 2026, l'importo massimo erogabile è di 1.584,70 euro lordi al mese. L'importo effettivo dipende dalla retribuzione media mensile degli ultimi quattro anni:
- Se la retribuzione media è pari o inferiore a 1.456,72 euro, la NASpI è pari al 75% di tale retribuzione.
- Se la retribuzione supera questa soglia, si aggiunge il 25% della parte eccedente, fino al tetto massimo di 1.584,70 euro.
L'importo è lordo: dopo le trattenute IRPEF (l'INPS agisce come sostituto d'imposta) il netto in tasca risulta circa il 20-25% inferiore. Ogni anno l'INPS rilascia la Certificazione Unica (CU) utile per la dichiarazione dei redditi.
Il meccanismo del decalage
A partire dal sesto mese di fruizione (dal 151° giorno), l'assegno si riduce del 3% ogni mese rispetto all'importo percepito il mese precedente. Se ad esempio si percepiscono 1.000 euro, al sesto mese si scende a 970 euro, al settimo a circa 940 euro, e così via. Questo meccanismo — chiamato decalage — è pensato per incentivare la ricerca attiva di lavoro. Esiste però un'eccezione: chi ha più di 55 anni al momento della domanda beneficia del decalage solo a partire dall'ottavo mese.
Durata della NASpI
La durata dell'indennità è pari alla metà delle settimane di contribuzione versate nei quattro anni precedenti la cessazione, fino a un massimo di 24 mesi. Chi ha, ad esempio, 48 settimane di contributi utili, percepirà la NASpI per 24 settimane (circa 6 mesi). Le settimane già utilizzate per una precedente NASpI nello stesso quadriennio non vengono conteggiate.
Come fare domanda: la procedura passo per passo
La domanda NASpI va presentata esclusivamente in modalità telematica all'INPS, entro 68 giorni dalla cessazione del rapporto di lavoro. Prima si presenta, prima inizia il pagamento: ogni giorno di ritardo equivale a un giorno di indennità perso.
Cosa ti serve prima di iniziare
- SPID di livello 2, CIE 3.0 o CNS per accedere al portale INPS
- IBAN di un conto corrente intestato a te
- Dati dell'ultimo rapporto di lavoro (data di inizio e fine, tipo di cessazione)
Passaggi per la domanda online
- Accedi al portale INPS.it con SPID, CIE o CNS.
- Cerca "NASpI" nella barra di ricerca e seleziona la voce Prestazioni e servizi → NASpI → Nuova domanda.
- Compila con attenzione tutti i campi: dati anagrafici, periodi contributivi, tipo di cessazione e IBAN. Gli errori più frequenti riguardano l'indicazione errata delle retribuzioni, l'omissione di periodi contributivi utili e un codice IBAN sbagliato (che blocca i pagamenti).
- Invia la domanda e conserva la ricevuta.
- Una volta accettata la domanda, l'INPS accredita il primo pagamento entro 30-45 giorni.
In alternativa alla procedura fai-da-te, puoi rivolgerti gratuitamente a un patronato (CGIL, CISL, UIL, INCA, ENAC e altri): gli operatori compilano la domanda al posto tuo e possono guidarti in ogni fase del processo. Esiste anche un numero verde INPS per assistenza telefonica.
Gli obblighi del percettore NASpI: il SIISL e il PAD
Ottenere la NASpI non significa poter stare fermi. Chi percepisce l'indennità ha obblighi precisi da rispettare, pena la sospensione o la decadenza dei pagamenti.
- Iscrizione al SIISL: dal 2025, i beneficiari di NASpI vengono iscritti automaticamente al Sistema Informativo per l'Inclusione Sociale e Lavorativa (SIISL), la piattaforma digitale del Ministero del Lavoro che raccoglie offerte di impiego e percorsi formativi.
- Patto di Attivazione Digitale (PAD): entro 15 giorni dall'iscrizione al SIISL è obbligatorio sottoscrivere il PAD, che comporta l'inserimento o l'aggiornamento del curriculum vitae sulla piattaforma e la candidatura alle offerte compatibili. Chi non adempie entro i termini riceve un avviso dal Centro per l'Impiego di sospensione dell'indennità; in caso di ulteriore inadempimento, rischia la perdita definitiva.
- Patto di Servizio Personalizzato: entro 15 giorni dalla presentazione della domanda, il beneficiario deve presentarsi al Centro per l'Impiego (o verrà convocato) per sottoscrivere il percorso di reinserimento lavorativo.
- Rifiuto delle offerte di lavoro: dal 2026 è possibile rifiutare fino a due offerte "meno convenienti" (coerenti con il titolo di studio, con retribuzione non inferiore di oltre il 10% rispetto all'ultimo salario, entro 50 km dall'ultima sede lavorativa) senza conseguenze. Al terzo rifiuto, l'indennità viene revocata.
- Comunicazione all'INPS: se si inizia un'attività lavorativa, è obbligatorio comunicarlo tempestivamente. Chi svolge lavoro dipendente con reddito annuo fino a 8.500 euro non perde la NASpI, ma questa viene ridotta dell'80% del reddito previsto; per il lavoro autonomo o la partita IVA il limite è di 5.500 euro annui, e va inviato all'INPS il modello NASpI-COM entro 30 giorni dall'inizio dell'attività.
La novità 2026: anticipazione in due rate
Chi vuole avviare un'attività autonoma, aprire una ditta individuale o aderire a una cooperativa può richiedere la liquidazione anticipata delle rate residue della NASpI. Dal 1° gennaio 2026, però, questa anticipazione non avviene più in un'unica soluzione: la prima tranche corrisponde al 70% dell'importo spettante (erogata dopo l'accoglimento della domanda) e la seconda tranche al restante 30%, liquidata alla fine della durata teorica della NASpI oppure entro sei mesi dalla presentazione della domanda di anticipazione. Chi sceglie la modalità ordinaria mensile non è interessato da questa modifica.
Gli errori da non commettere
- Aspettare troppo: i 68 giorni sono un termine da rispettare. Superato il limite, ogni giorno di ritardo corrisponde a un giorno di indennità perso e, nei casi più gravi, alla decadenza completa del diritto.
- Non comunicare nuove attività: se si trova un lavoro saltuario senza dichiararlo, l'INPS può scoprirlo tramite incroci di banche dati e revocare la NASpI, richiedendo anche la restituzione delle somme già ricevute.
- Inserire l'IBAN sbagliato: un codice errato blocca i pagamenti e allunga i tempi di attesa.
- Non controllare la domanda del datore di lavoro: se l'azienda non ha trasmesso correttamente il modello UNILAV di cessazione del rapporto, l'INPS potrebbe non riuscire a processare la richiesta. Verifica subito lo stato della pratica sul portale.
- Ignorare il SIISL: non accedere alla piattaforma e non compilare il PAD nei tempi previsti è uno degli errori più costosi del 2026.
Per qualsiasi dubbio o situazione complessa, rivolgiti a un patronato o consulta la sezione dedicata sul sito ufficiale INPS NASpI. Puoi anche consultare le indicazioni operative pubblicate dal Ministero del Lavoro sul SIISL per i beneficiari NASpI.
Domande frequenti
Entro quando va presentata la domanda NASpI 2026?
La domanda deve essere presentata entro 68 giorni dalla cessazione del rapporto di lavoro. Ogni giorno di ritardo corrisponde a un giorno di indennità perso. Conviene presentarla il prima possibile, anche prima che scadano i 68 giorni.
Quanti soldi spettano con la NASpI 2026?
L'importo massimo è di 1.584,70 euro lordi al mese (aggiornato con la Circolare INPS n. 4/2026). L'importo effettivo dipende dalla retribuzione media degli ultimi quattro anni: si calcola al 75% della retribuzione mensile media se questa non supera 1.456,72 euro, con un'integrazione del 25% sulla parte eccedente fino al tetto massimo. Il netto in tasca è circa il 20-25% in meno per effetto dell'IRPEF.
Cosa succede se trovo lavoro mentre percepisco la NASpI?
Dipende dal tipo di lavoro e dal reddito. Con un lavoro dipendente e reddito annuo fino a 8.500 euro, la NASpI non decade ma si riduce dell'80% del reddito previsto. Per lavoro autonomo o partita IVA il limite è 5.500 euro annui; in questo caso va inviato all'INPS il modello NASpI-COM entro 30 giorni dall'inizio dell'attività. Superati i limiti, la NASpI decade completamente.
Cos'è il SIISL e cosa devo fare dopo aver ottenuto la NASpI?
Il SIISL è la piattaforma digitale del Ministero del Lavoro per l'inclusione sociale e lavorativa. Dal 2025 i percettori di NASpI vengono iscritti automaticamente e devono sottoscrivere entro 15 giorni il Patto di Attivazione Digitale (PAD), inserendo il curriculum e candidandosi alle offerte compatibili. La mancata adesione può portare alla sospensione e poi alla perdita definitiva dell'indennità.
Fonti
- INPS - Istituto Nazionale della Previdenza Sociale
- Ministero del Lavoro - Indicazioni operative SIISL per beneficiari NASpI
- Informazione Fiscale - NASpI 2026: requisiti, importo e come fare domanda
- ENAC Informa - NASpI 2026: Requisiti, Importo Massimo, Calcolo e Come Fare Domanda
- Studio Borghi - NASpI 2026: nuove regole su offerte di lavoro e obbligo SIISL